Omicidio Gloria Rosboch: Caterina Abbatista torna a lavorare all’Asl

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Caterina Abbatista

Gloria Rosboch, professoressa 49enne di Castellamonte in provincia di Torino, scomparve il 13 gennaio 2016.

La Procura di Ivrea aprì l’inchiesta per omicidio a carico di ignoti considerando anche la denuncia per truffa che la Rosboch aveva fatto un anno prima nei confronti di Gabriele Defilippi, ex studente.

Il giovane, amante della donna, con false promesse si era impossessato di 187 mila euro appartenenti alla famiglia della donna.

Il corpo della professoressa venne ritrovato in una discarica grazie all’aiuto di un amico di famiglia, Roberto Obert, coinvolto nella vicenda nonché amante di Gabriele Defilippi.

Lo stesso Gabriele confessò di aver estorto denaro alla donna, di averla strangolata e gettato il cadavere nella discarica.

Anche la mamma di Gabriele, Caterina Battista, venne accusata di concorso in omicidio nonché di truffa ai danni della Rosboch in quanto era a conoscenza dei raggiri da parte del figlio alla professoressa e inizialmente si sospettava fosse consapevole anche dei suoi propositi omicidi.

Nel Febbraio del 2016 dopo esser stata arrestata, la signora Battista era stata sospesa dal suo incarico di operatrice sanitaria nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ivrea.

Mentre suo figlio Gabriele è stato condannato a 30 anni di carcere e il signor Obert a 19 anni, la signora Battista è stata assolta dall’accusa di omicidio ma non da quella di truffa, per la quale è stata condannata a 14 mesi.

Intanto, dopo la sentenza di assoluzione, recentemente la direzione dell’Asl in cui lavorava ha accettato la proposta dei legali di reintragrarla a lavoro: non più nel reparto di pediatria ma in un ambulatorio della struttura.